Aumento dei costi energetici in Europa: qual è l’impatto per il settore immobiliare?

Erica Galluzzo
Date19 Ottobre 2022

Una situazione difficile

I prezzi dell’energia stanno salendo a causa della sfortunata combinazione tra la guerra russa in Ucraina e la situazione climatica estrema a cui l’Europa è stata esposta durante l’estate. Una delle risposte a questo nuovo paradigma è la strategia dell’UE basata sulla sobrietà energetica.

Ma la situazione solleva la stessa domanda: i governi coglieranno l’occasione per abbracciare la transizione energetica e abbandonare i combustibili fossili?  E cosa questo comporta, nello specifico, per il settore immobiliare?

Il piano dell’Unione Europea

A seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio, la quantità di gas naturale che arriva in Europa dalla Russia si è ridotta di oltre la metà, portando i prezzi dell’energia a livelli record. Si tratta evidentemente di un problema importante, dato che molti Paesi europei dipendono fortemente dai combustibili fossili russi per il riscaldamento e il raffreddamento delle case e in generale per sostenere la propria economia.

Lo scorso maggio la Commissione Europea ha presentato il piano REPowerEU che mira ad accelerare la transizione “green” a ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili russi entro il 2027. Risparmiando energia, diversificando le forniture energetiche e accelerando la diffusione delle energie rinnovabili  le forniture energetiche e accelerando la diffusione delle energie rinnovabili in sostituzione dei combustibili fossili, nelle abitazioni, nell’industria e nella produzione di energia, il piano REPowerEU può contribuire a raggiungere questo obiettivo. L’Europa rafforzerà così la sua crescita economica, la sicurezza e l’azione per il clima.

Due mesi dopo il primo annuncio, la Commissione ha comunicato una versione ridotta del piano originale: ai 27 paesi viene chiesto di ridurre il consumo di gas del 15% tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Inoltre, ogni due mesi, ogni governo deve aggiornare il proprio piano di emergenza nazionale e presentare un report  alla Commissione. La dichiarazione è arrivata meno di 24 ore dopo che il gigante russo del gas Gazprom ha dichiarato che ridurrà la quantità di gas naturale che invia alla Germania attraverso il Nord Stream 1, il gasdotto sottomarino più lungo del mondo.

Data lo scenario complesso, l’UE dovrà probabilmente rendere il suo piano più vincolante per garantire che le nazioni collaborino e riescano ad avere un impatto nel mitigare l’embargo di gas prima dell’inverno.

Cosa significa questo per il settore immobiliare?

Per quanto riguarda le aziende di servizi pubblici, con il forte aumento dei prezzi, molte di queste non hanno avuto altra scelta se non quella di trasferire l’enorme aumento dei prezzi ai propri clienti per rimanere a galla. Ma questo non fa altro che spostare l’onere verso il basso, poiché le famiglie e le imprese dovranno adattarsi a questi costi energetici più elevati. 

Esiste un consenso unanime nella necessità di una forte infrastruttura di retrofitting e di energie rinnovabili. Ma passare all’azione è un’impresa complicata, soprattutto in termini di burocrazia. L’Unione Europea sta a sua volta spingendo il settore privato a riqualificare le abitazioni e le aziende più vecchie.

Dal punto di vista della gestione del patrimonio questa potrebbe essere un’opportunità. Infatti, gli asset riqualificati in anticipo beneficeranno di un aumento di valore con un impatto anche sul portafoglio immobiliare complessivo.

Per quanto riguarda il retail?

Le previsioni sono piuttosto fosche anche per quanto riguarda i costi energetici per gli affittuari, in quanto i CFO della grande distribuzione dovranno affrontare l’urgenza della gestione energetica.

I retailer devono ridurre il loro consumo energetico (isolamento degli edifici, attrezzature tecniche, ecc.), produrre autonomamente energia supplementare (fotovoltaico) e rispettare gli obblighi normativi (stazioni di ricarica, ecc.). È improbabile che il settore sia in grado di finanziare tutti gli investimenti di riqualificazione e transizione senza un sostegno. Sarà infatti necessario un supporto basato su dati e competenze ESG e di gestione energetica.

La gestione dell’energia è complessa e la sua pianificazione richiede tempo e impegno da parte di un team di stakeholder allineati. Oltre alle risorse necessarie per mettere in atto una strategia adeguata, la raccolta dei dati, il piano d’azione e il follow-up sono tutte fasi importanti che devono essere considerate e gestite.

La gestione dell’energia è complessa e la sua pianificazione richiede tempo e impegno da parte di un team di stakeholder allineati. Oltre alle risorse necessarie per mettere in atto una strategia adeguata, la raccolta dei dati, la pianificazione delle azioni e il monitoraggio sono tutte fasi importanti che devono essere considerate e gestite.

In questo contesto, la piattaforma Deepki Ready e i servizi di consulenza di Deepki sono alleati importanti. Forniamo inoltre documenti e strumenti per aiutare gli operatori del settore immobiliare nella gestione dell’energia e nella transizione verso Net Zero.